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Dacia Maraini, “Passi affrettati”

Passi affrettati nasce come testo teatrale, scritto da Dacia Maraini nel 2007 e pubblicato nello stesso anno da Ianieri Edizioni, per raccontare le storie di sette donne vittime di violenza nel mondo: Lhakpa, Aisha, Civita, Juliette, Amina, Teresa e Viollca.

 

A queste sette donne, Dacia Maraini dà voce attraverso le pagine di questo testo, che nasce dall’elaborazione di una serie di testimonianze raccolte in tutto il mondo: dalla Cina alla Giordania, dalla Nigeria alla California fino all’Europa. Sette storie di donne appartenenti a culture e religioni differenti, ma tutte accomunate dalla stessa esperienza: vittime di violenza, spesso fra le stesse mura domestiche, per mano di quei padri, mariti, figli o compagni che più di tutti avrebbero dovuto amarle e proteggerle.

Una testimonianza, una denuncia, ma anche un atto di simpatia e di attenzione verso tutte quelle donne che sono ancora prigioniere di un matrimonio non voluto, di una famiglia violenta, di uno sfruttatore, di una tradizione e di una discriminazione storica difficile da superare.
Dacia Maraini

Passi affrettati viene ora pubblicato con il titolo Raska steg dall’Istituto Italiano di Cultura nella collana Cartaditalia, tradotto da Ida Andersen e arricchito dalla prefazione della giornalista e autrice svedese Kristina Kappelin e dalla postfazione di Emma Dante, regista teatrale e drammaturga italiana.

L’idea di tradurre questo testo in svedese è nata a seguito della pandemia Covid-19, che nei mesi passati ha costretto molti paesi al lockdown, portando a registrare un aumento esponenziale dei casi di violenza femminile domestica in tutto il mondo, segno che i problemi delle donne sono oggi più che mai rilevanti.

Sembra un paradosso, ma in tutti i paesi, sia i più aperti che i più conservatori, il modello di violenza femminile è molto simile e deriva dalla paura dell’uomo di perdere il possesso che ritiene di avere sulla donna e che crede il destino gli abbia assegnato. Questo senso di possesso è qualcosa che per natura è sempre esistito, ma che è stato codificato dalle società patriarcali nel corso dei secoli.
Dacia Maraini

Con queste parole l’autrice delinea lo scenario in cui oggi, ovunque, anche nell’Europa moderna e civile, le donne sono costrette a vivere – e subire – situazioni drammatiche.

Passi affrettati è un testo forte e diretto, costruito attorno a un dialogo teatrale che cerca di dare spazio e significato alle sofferenze delle donne nella società contemporanea: un manifesto universale che denuncia l’impatto e le conseguenze che questi episodi di violenza hanno nella nostra società.

In occasione della pubblicazione in Svezia sono stati organizzati tre eventi a cui ha partecipato la stessa Maraini:

  • Martedì 22 settembreIstituto Italiano di Culturaore 18:00
    Passi Affrettati: il teatro per le donne di Dacia Maraini
    Dacia Maraini presenta la traduzione svedese di Passi affrettati (sv. “Raska steg”), in conversazione con Suzanne Osten, drammaturga, regista, scrittrice e docente svedese. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Ambasciata di Svezia in Italia.
  • Mercoledì 23 settembreStadsarkivet Liljeholmskajenore 17:30
    Literature and archives – When real life feeds the written stories. The journey of Dacia Maraini through the archives as a literary source”
    Dacia Maraini riflette sulla relazione tra letteratura e archivi, in dialogo con Lennart Ploom, archivista e direttore di Stadsarkivet Stockholm (archivio civico di Stoccolma). L’evento è realizzato in collaborazione con Stockholms Stadsarkiv.
  • Giovedì 24 settembreFilmhuset, ore 18:00
    Kärlek och fruktan
    Proiezione del film “Paura e amore” (1988) di Margherete von Trotta; a seguire, il giornalista svedese Jan Lumholdt intervista Dacia Maraini sulla sceneggiatura del film di von Trotta e sul suo rapporto con il cinema. L’evento è realizzato in collaborazione con Svenska Filminstitutet.

 

La trama
Lhakpa era la bambina più vivace del suo villaggio in Tibet ma a soli quattordici anni, per scampare alla miseria, si arruola nell’esercito popolare in Cina. L’hanno stuprata, cinque soldati cinesi ubriachi. Sarah, nata in Galles, violentata a sei anni dal nonno e più tardi uccisa da Richard che non voleva il figlio che aveva messo al mondo. Poi c’è Aisha acidificata; Juliette che denuncia il suo uomo ma che per paura ci ripensa; Rahina lapidata; e ancora Carmelina, Maria Teresa, Viollca. Dacia Maraini disegna una geografia tragica e dolorosa di donne vicine e lontane che hanno in comune la fragile condizione della loro femminilità, l’orrore della sopraffazione e della crudeltà del maschio.

L’autrice
Dacia Maraini è nata nel 1936 a Fiesole, in Toscana. All’età di tre anni si trasferì con la famiglia in Giappone, dove trascorse gran parte della sua infanzia. Dopo la guerra, la famiglia Maraini fece ritorno in Italia stabilendosi a Bagheria, in Sicilia. Nel 1954 la giovane Dacia si trasferì a Roma per studiare all’università. Qui iniziò anche la sua carriera letteraria, debuttando nel 1962 con il romanzo La vacanza. Lo stesso anno si unì sentimentalmente al famoso scrittore Alberto Moravia. La loro relazione durò fino al 1978. In quegli anni la coppia frequentava lo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini e la cantante lirica Maria Callas. Già negli anni Sessanta e Settanta Dacia Maraini fu molto attiva nel dibattito politico sui diritti delle donne, che sarebbe sfociato in due referendum, il primo sul divorzio (1974) e il secondo sul diritto all’aborto (1981). Negli anni Settanta Dacia Maraini cominciò a scrivere testi per il teatro, fra cui La donna perfetta (1974) e Dialogo di una prostituta con il suo cliente (1978). Con Buio (1999) vinse il premio Strega, il più prestigioso riconoscimento letterario italiano. Dacia Maraini ha scritto anche poesie, la sceneggiatura di più di dieci film e molti saggi. Oggi è considerata una delle più importanti scrittrici italiane.

La copertina

 


Il volume è in vendita su Adlibris, Bokus, Amazon e presso il nostro Istituto (Gärdesgatan 14, Stockholm).

Approfondimenti
  • Libro di Dacia Maraini
    Traduzione di Ida Andersen
    Prefazione di Kristina Kappelin
    Postfazione di Emma Dante

    ISBN: 9789151965482
    SVEDESE: svedese
    DATA DI PUBBLICAZIONE: 2020-10-30
    PAGINE: 50