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Ferruccio Rossetti


Ferruccio Rossetti, a sinistra, e Gio Ponti, a destra (Archivio fotografico dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma)

Determinante per l’ultima fase della costruzione dell’Istituto è Ferruccio Rossetti (1916-2008). Attivo a Stoccolma dal 1946 sia come libero professionista, collaborando con diversi studi di progettazione, sia come docente di storia dell’arte presso l’Istituto Italiano e l’Università di Stoccolma, Rossetti segue l’ultima parte del cantiere e gran parte delle sistemazioni interne dopo l’improvvisa morte di Ture Wennerholm, avvenuta il 16 giugno 1957. Di grande interesse risulta il fondo epistolare conservato presso l’Archivio dell’Istituto (Fondo Rossetti), che permette di ripercorrere la cronologia degli eventi che culminano il 24 novembre 1958 con l’inaugurazione della nuova sede alla presenza del re Gustavo VI Adolfo, della regina Luisa, di Carlo Maurilio Lerici e dei rappresentanti istituzionali italiani. Il forte legame di stima e collaborazione con Rossetti si instaura peraltro già dai primi anni Cinquanta sia con Lerici sia con Gio Ponti, il quale può contare su un importante contatto in Svezia che facilita sia l’invio di materiali sia di informazioni per le sue pubblicazioni. Il nome di Rossetti compare in diverse occasioni sulle pagine di Domus sia in veste di collaboratore dello studio Hederus, sia di autore di alcuni articoli sull’architettura svedese.

Ma il merito maggiore che va ascritto a Rossetti è certamente quello di aver saputo ampliare i misurati spazi della hall dell’Istituto seguendo in modo mirabile l’impronta data da Gio Ponti, che indica proprio in Rossetti l’uomo che può mettere mano al suo progetto senza stravolgerne il senso. La nuova sala per i ricevimenti, la galleria e la sala espositiva interrata completate nella primavera del 1963 aprono ancor di più il fronte vetrato verso sud, accrescendo la sensazione di diretto collegamento tra interno ed esterno. L’inaugurazione dei nuovi locali e in particolare della nuova sala espositiva avviene il 3 aprile 1963 in occasione di una “Mostra del Libro”, evento che viene riportato qualche settimana più tardi anche dalla stampa locale. Lo stesso Ponti, in occasione di una sua conferenza tenuta nell’auditorium dell’Istituto il 2 maggio 1963 dal titolo altisonante “Questa è l’epoca più grande nella storia per l’architettura”, ha modo di apprezzare i nuovi spazi e di congratularsi con Rossetti di persona per aver dato il giusto completamento alla sua opera.

Approfondimenti
  • Il testo è di Giovanni Bellucci ed è tratto dal volume sulla storia e l'architettura dell'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma Enchanting Architecture (5 Continents Editions S.r.l.: Milano, 2021, cfr. p.172). Il volume è in vendita presso l'IIC e online a questo link.