Per il terzo anno di seguito, l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma sostiene il progetto SWIT per l’organizzazione di due residenze di fotografia a Göteborg. Quest’anno i vincitori sono la curatrice Elena Vaninetti (20 aprile – 3 maggio) e il fotografo Marco Curiale (2-30 giugno).
Durante le residenze gli artisti hanno la possibilità di lavorare liberamente alle proprie idee, senza dover produrre o presentare un progetto conclusivo alla fine della residenza. Gli artisti decidono autonomamente come vogliono svolgere la residenza, ma hanno il sopporto curatoriale di Stefano Conti, il fondatore dello SWIT Platform. Gli viene offerta la possibilità di scoprire la scena culturale di Göteborg attraverso visite a gallerie d’arte, vernissage e incontri con personalità locali. In particolare, gli artisti possono usufruire di Göteborgs Bildverkstad, un co-working space per artisti visivi.
Le residenze sono organizzate dallo SWIT Platform e il nostro Istituto, con il sopporto di Göteborgs Stad e Kultur Ungdom, in partnership con Göteborgs Bildverkstad.
Elena Vaninetti (Milan, 1984) è una curatrice e scrittrice di Milano. Dopo aver studiato Beni Culturali all’Università degli Studi di Milano, ha iniziato la propria carriera nella fotografia, prima come fotografa e successivamente come curatrice indipendente.
È stata managing editor di YET magazine (2012–2020) e parte del duo curatoriale Twenty14, attivo dal 2014, che ha diretto Pananti Atelier (2020–2023). Attualmente dirige il dipartimento di fotografia di Catawiki. Attualmente sta sviluppando, insieme alla curatrice berlinese Iana Pitenko, un programma di ricerca curatoriale ispirato a *Autoritratto* di Carla Lonzi, che costruiva una narrazione polifonica attraverso le voci degli artisti. Il progetto intende mettere in dialogo artistə contemporaneə e archivi femminili europei, attivando eredità femministe spesso trascurate e favorendo uno scambio transgenerazionale. Durante la residenza si concentrerà sulla ricerca e sull’attivazione di contatti locali, in particolare con l’archivio KVINNSAM, oltre che con la scena artistica di Göteborg.
Marco Curiale (Torino, 1998) è un artista visivo che vive e lavora a Torino. I suoi lavori sono recentemente stati esposti alla Cité Internationale des Arts (Parigi, 2025), al Mucho Mas! (Torino, 2024), alla Fondazione Fabbri (Pieve di Soligo, 2023), all’Osservatorio Futura (Torino, 2021).
La sua ricerca artistica è legata agli opposti e alle somiglianze. Attraverso vari media, per lo più installativi, cerca di creare cortocircuiti che mettano in luce dinamiche estremizzanti e in continua evoluzione, come quelle tra la generazione alla quale appartiene e la cultura visiva online. I miliardi di input visivi — alla base di sottoculture pop o fenomeni poco conosciuti — che riceviamo tutti i giorni, sono difatti parte integrante del suo interesse artistico e diventano, una volta filtrati dalla sua memoria, materiale primario per innescare processi ibridi e narrative altre, figlie di quella complessa mitologia collettiva sulla quale si basa il web.
Durante la residenza a Göteborg intende lavorare sulla città come archivio vivente, indagando la frizione tra dimensione digitale e spazio urbano. A Göteborg, attraverso il camminare, fotografare, raccogliere frammenti e scansionare, intende costruire un archivio personale temporaneo fatto di immagini, texture e appunti, modellato dal tempo che trascorrerà in città, esplorando le stratificazioni sociali di Göteborg e la coesistenza di industria, natura e culture diverse.