È risultato vincitore della menzione speciale Nuove Traiettorie, all’interno di Giovane Fotografia Italiana, il fotografo Karim El Maktafi.
Durante l’autunno del 2026 El Maktafi svolgerà una residenza artistica presso il nostro Istituto durante la quale porterà avanti la sua ricerca artistica al fine di creare una mostra per il nostro Istituto. Avrà inoltre l’occasione di immergersi nel mondo artistico svedese attraverso incontri con personalità culturali e visite a musei e gallerie.
Giovane Fotografia Italiana è un’open call gratuita rivolta ad artiste e artisti under 35, promossa dal Comune di Reggio Emilia. Il progetto costituisce ormai un punto di riferimento nella scena artistica nazionale per la scoperta e la valorizzazione dei talenti emergenti della fotografia del nostro paese, ponendo particolare attenzione a ricerche caratterizzate da un approccio sperimentale. Nuove Traiettorie offre, a partire dal 2023, l’opportunità a uno dei finalisti di Giovane Fotografia Italiana di svolgere una residenza d’artista a Stoccolma.
Il progetto con cui El Maktafi ha partecipato a GFI si chiama Archivio del Mare.
Archivio del Mare è un progetto fotografico in corso che indaga i naufragi avvenuti nel Mediterraneo dal 2013 a oggi attraverso le voci e gli oggetti appartenuti ai migranti. Il lavoro si configura come un archivio visivo in cui oggetti e testimonianze si intrecciano, dando forma a una memoria stratificata delle migrazioni contemporanee.
All’alba del 3 ottobre 2013, al largo dell’isola di Lampedusa, un peschereccio con oltre 500 persone a bordo, in gran parte di nazionalità eritrea, prende fuoco e affonda a poche miglia dalla costa: 368 persone perdono la vita. Per la prima volta, i corpi dei naufraghi si impongono allo sguardo pubblico globale. L’evento segna una frattura nella percezione dei naufragi nel Mediterraneo, generando una reazione profonda sul piano politico, mediatico e sociale.
Gli oggetti recuperati dal relitto vengono catalogati come corpi di reato dalla polizia scientifica di Palermo e Agrigento, al fine di consentire l’identificazione delle persone decedute. Per anni restano custoditi negli uffici della squadra mobile, sospesi tra prova giudiziaria e traccia biografica, fino a essere affidati dalle famiglie dei naufraghi al giornalista Valerio Cataldi, perché possano essere restituiti a un percorso di memoria e sensibilizzazione.
Attraverso la fotografia, il progetto si propone come pratica di conservazione e attivazione della memoria: un tentativo di costruire un archivio capace di restituire visibilità e dignità alle vite che hanno attraversato, o tentato di attraversare, il mare, sottraendole all’anonimato e all’oblio.
Il progetto è nato da un’idea del giornalista Valerio Cataldi e di Giulia Tornari, presidente di Zona, in collaborazione con Associazione Carta di Roma.
Progetto presentato nell’ambito di Giovane Fotografia Italiana #13 – VOCI / VOICES
Karim El Maktafi (Desenzano del Garda, BS, IT, 1992) è un fotografo italo-marocchino. Si diploma nel 2013 presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Nel 2016 ottiene una borsa di studio a Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton, dove realizza il progetto Hayati, vincitore del PHMuseum 2017 Grant – New Generation Prize, finalista al CAP Prize 2017 e secondo premio al Kassel Dummy Award 2018.
Tra il 2017 e il 2018 vince una mentorship con la fotografa Maggie Steber (VII Agency) e una borsa di studio Magnum Photos con Alex Majoli. Porta avanti progetti a lungo termine tra Italia e Marocco, concentrando la sua ricerca sui temi dell’identità e dell’appartenenza attraverso la fotografia documentaria e il ritratto.
Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni e festival internazionali, tra cui La Triennale di Milano, il Museum in der Kulturbrauerei di Berlino e il Pavillon Populaire di Montpellier, ed è stato pubblicato su testate come The Washington Post Magazine, National Geographic USA, Internazionale e Vogue Italia.