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Viaggio nel cinema italiano – “L’oro di Napoli”

L’oro di Napoli _ 2

Martedì 20 febbraio alle ore 18 continua il ciclo cinematografico “I film del Mereghetti – Viaggio nel cinema italiano” con la proiezione de L’oro di Napoli (1954, Vittorio De Sica). Nei primi sei mesi del 2024, abbiamo deciso di portarvi alla scoperta della storia del cinema italiano attraverso la selezione di sette film, uno per decennio, dagli anni Quaranta agli anni Duemila. La curatela del ciclo è di Paolo Mereghetti, il principale critico cinematografico italiano e autore dello storico dizionario dei film pubblicato a partire dal 1993.

 

Per scoprire tutti i film del ciclo, clicca qui.

L’oro di Napoli (Italia 1954, b/n, 132’) Vittorio De Sica. Film a episodi: «Il guappo» (con Totò, Pasquale Cennamo, Lianella Carell, Agostino Salvietti, Nino Vingelli. Dal racconto Trent’anni, diconsi trenta); «Pizze a credito» (con Sophia Loren, Giacomo Furia, Paolo Stoppa, Alberto Farnese, Tecla Scarano, Pasquale Tartaro, Gigi Reder, Luciano Rondinella. Dai racconti Gente nel vicolo e La morte a Napoli); «Funeralino» (con Teresa De Vita. Da un’idea di Zavattini); «I giocatori» (con Vittorio De Sica, Pierino Bilancioni, Mario Passante, Irene Montaldo, Lars Borgström. Dal racconto omonimo); «Teresa» (con Silvana Mangano, Erno Crisa, Ubaldo Maestri, Giovanni Francese. Dal racconto Personaggi in busta chiusa); «Il professore» (con Eduardo De Filippo, Tina Pica, Nino Imparato, Gianni Crosio. Dal racconto Don Ersilio Miccio vendeva saggezza)

Tratto dalla raccolta omonima di Giuseppe Marotta (che collaborò alla sceneggiatura con Cesare Zavattini e il regista), il film è una piacevole serie di acuti bozzetti che riescono a evitare il folclore per raccontare alcune delle tante facce di Napoli e della sua napoletanità, capace di conciliare fame e allegria, miseria e genialità, ingiustizia e pazienza («E` l’oro di Napoli questa pazienza» scrive Marotta) e che si anima di personaggi ora tristi ora rassegnati, ora divertenti e vitalissimi.

Prodotto da Ponti e De Laurentiis, ognuno dei quali volle un episodio per la propria protetta (il finale della Mangano, che doveva terminare senza svelare se la donna tornava nella casa che l’aveva umiliata e da cui era fuggita, fu rigirato per aggiungere un moralistico happy ending), il film uscì nelle sale senza l’episodio del «Funeralino» perché considerato troppo deprimente, poi reintegrato.

 

Paolo Mereghetti (Milano 1949) è giornalista professionista e ha lavorato all’Europeo, a Repubblica, a King e al Corriere della Sera, dove ricopre il ruolo di critico cinematografico. Ha scritto per Ombre rosse, Positif, Linea d’ombra, Reset, Ciak e Lo straniero. Ha lavorato alle Mostre del cinema dirette da Lizzani, Rondi e Barbera. È l’autore del Dizionario dei film che porta il suo nome – il Mereghetti – arrivato alla decima edizione. Ha ricevuto i premi Flaiano e De Sica per la critica cinematografica.

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