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Viaggio nel cinema italiano – “Il ladro di bambini”

Il ladro di bambini _ 1

Venerdì 10 maggio alle ore 18 continua il ciclo cinematografico “I film del Mereghetti – Viaggio nel cinema italiano” con la proiezione de Il ladro di bambini (1992, Gianni Amelio). Nei primi sei mesi del 2024, abbiamo deciso di portarvi alla scoperta della storia del cinema italiano attraverso la selezione di sette film, uno per decennio, dagli anni Quaranta agli anni Duemila. La curatela del ciclo è di Paolo Mereghetti, il principale critico cinematografico italiano e autore dello storico dizionario dei film pubblicato a partire dal 1993.

 

Per scoprire tutti i film del ciclo, clicca qui.

Il ladro di bambini (Italia/Francia 1992, col, 112’) Gianni Amelio. Con Enrico Lo Verso, Valentina Scalici, Giuseppe Ieracitano, Florence Darel, Marina Golovine, Renato Carpentieri, Vitalba Andrea, Vincenzo Peluso, Massimo Di Lorenzo.

Un road movie emozionante, un aggiornato viaggio in Italia in senso rosselliniano, dove allo squallore morale e ambientale del Belpaese si contrappone un umanesimo povero e irriducibile anche di fronte alla sconfitta. Dalla parte dei vinti, ma senza retorica, Amelio racconta la perfidia delle istituzioni, il silenzio degli innocenti, l’insensibilità dei colti, la volgarità degli ignoranti, la rivolta muta e la condanna all’impotenza di chi non ci sta.

Con i suoi collaboratori gioca di sottrazione ovunque per portare in primissimo piano le persone ferite, il paesaggio dolente, le cacofonie urbane: la sceneggiatura (del regista con Stefano Rulli e Sandro Petraglia e la collaborazione ai dialoghi di Giorgia Cecere) è scarna e incisiva, la macchina da presa fa dimenticare la sua esistenza, la fotografia (di Tonino Nardi e Renato Tafuri) spegne i patinati colori nazionali per rendere evidente l’opacità e la bruttezza diffuse, la musica (di Franco Piersanti) e il suono in presa diretta restituiscono l’eco del Terzo Mondo. Eppure non c’è nichilismo, come non ci sono nemmeno sogni illusori di una rivoluzione impossibile. Il cinema utopistico di Amelio è fatto di piccoli gesti, di desideri minimi, di sentimenti e «famiglie» fuori da qualsiasi schema. Più che il rilancio del cosiddetto neo-neorealismo, l’arrivo al grado zero dell’immaginario collettivo, da cui ripartire con sguardi nuovi sulla realtà che ci circonda. Premiato a Cannes con il Gran Premio della Giuria.

N.B. Il film sarà proiettato in italiano con sottotitoli in inglese

Paolo Mereghetti (Milano 1949) è giornalista professionista e ha lavorato all’Europeo, a Repubblica, a King e al Corriere della Sera, dove ricopre il ruolo di critico cinematografico. Ha scritto per Ombre rossePositifLinea d’ombraResetCiak e Lo straniero. Ha lavorato alle Mostre del cinema dirette da Lizzani, Rondi e Barbera. È l’autore del Dizionario dei film che porta il suo nome – il Mereghetti – arrivato alla decima edizione. Ha ricevuto i premi Flaiano e De Sica per la critica cinematografica.

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