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Segreti barocchi: Ensemble Pizzic’Arco in concert

Mandolini
Il nostro percorso alla scoperta dei “Segreti barocchi” continua. Per il terzo appuntamento, lunedì 11 marzo alle ore 17, ospitiamo l’Ensemble Pizzic’Arco in un concerto per mandolino, colascione, clavicembalo e due violini, che riprodurrà i suoni che si udivano per le strade della Napoli del XVIII secolo.

 

Il Programma del concerto prevede l’esecuzione delle composizioni per mandolino e archi di compositori campani della metà del Settecento, i cui manoscritti sono attualmente raccolti nella Collezione Gimo e conservati nella Biblioteca Carolina Rediviva dell’Università di Uppsala, in Svezia. I manoscritti furono portati in Svezia da un rampollo di una famiglia svedese di origine ugonotta, Jean Lefebure, durante il suo tour europeo condotto tra il 1758 e il 1763.

I manoscritti della Collezione Gimo rappresentano un esempio brillante dello “stile galante” e della cosiddetta Scuola napoletana. Trasmettono infatti musiche composte per essere suonate anche da amatori, per “conversazioni tra amici” nelle mura domestiche, o anche per il solo piacere personale. Si tratta un tipo di repertorio diffuso, eseguito e ascoltato nelle maggiori capitali Europee dell’epoca, che testimonia quanto l’Europa dell’epoca fosse caratterizzata da scambi vivaci grazie ai contatti dell’aristocrazia illuminata e dalla nascente ricca borghesia artistica e imprenditoriale. Lo studio dei manoscritti nasce nell’ambito del progetto “Il mandolino a Napoli nel Settecento”, coordinato dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Università di Uppsala, L’Accademia Mandolinistica Napoletana e la Fondazione Pietà de’ Turchini. Il progetto ha portato all’incisione dei manoscritti per mandolino della Collezione Gimo, per l’etichetta discografica TACTUS.

Per raccontare al nostro pubblico più nel dettaglio la storia dei manoscritti della Collezione Gimo, il concerto sarà preceduto, alle ore 17, da una conferenza tenuta da Anna Rita Addessi e Lars Berglund.

 

Suddivisione della serata

  • ore 17
    Il mandolino a Napoli nel ‘700
    intervengono
    Anna Rita Addessi, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
    Lars Berglund, Università di Uppsala
  • ore 18
    Ensemble Pizzic’Arco
    -Monika Toth, Csenge Orgovàn (violini)
    -Raffaele Vrenna (clavicembalo)
    -Luca Tarantino (calascione)
    -Mauro Squillante (mandolino)

Il programma di sala

  • Giuseppe Giuliano
    Sinfonia per mandolino (GIMO 153)
    Maestoso – Larghetto – Allegro
  • Carlo Cecere
    Concerto per mandolino e archi in La maggiore (GIMO 60)
    Allegro ma non presto – Largo – Grazioso
  • Vito Ugolino
    Concerto per mandolino e archi in Sol maggiore (GIMO 297)
    Allegro – Largo – Allegro
  • Gaspare Gabellone
    Concerto per mandolino e archi in Fa maggiore (GIMO 88)
    Allegro – Largo – Allegro
  • Domenico Gaudioso
    Concerto di mandolino a solo con violini e basso (GIMO 58)
    Allegro – Largo – Allegro

L’Ensemble Pizzic’Arco, formazione di recente costituzione che ha all’attivo il CD Stradivarius dal titolo “Simpatica Follia”, dedicato alle sonate in trio con basso di Emanuele Barbella, e già numerose esibizioni in Europa, sceglie di eseguire tali concerti con una formazione che prevede l’utilizzo del basso continuo senza violoncello, preferendo il calascione, accanto al clavicembalo, per ricreare le sonorità di strada che i viaggiatori del Grand Tour avevano l’opportunità di ascoltare una volta giunti a Napoli.

 

 

Prenotazione non più disponibile

  • Organizzato da: Italienska Kulturinstitutet