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“Un volto non comune” – Mostra fotografica di Erdiola Kanda Mustafaj

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Martedì 24 marzo alle ore 18 inauguriamo, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, la mostra Un volto non comune di Erdiola Kanda Mustafaj, vincitrice della menzione speciale Nuove Traiettorie all’interno di Giovane Fotografia Italiana. Durante la serata, la fotografa presenterà la mostra, in dialogo con Abir Boukhari, fondatrice e curatrice presso AllArtNowLab.

Il giorno dopo l’inaugurazione, il 25 marzo alle 18, Erdiola sarà l’ospite di un evento presso Färgfabriken, dove dialogherà con il curatore Daniel Urey.

 

Un volto non comune, frutto di una residenza svoltasi a Stoccolma durante il mese di ottobre 2025, si focalizza su come le persone della diaspora, trovandosi in un paesaggio sconosciuto, cercano di costruire uno spazio liminale dove la familiarità della memoria si scontra con un posto nuovo. La vita della diaspora consiste di rituali parlati e gesti sconosciuti, mentre si cerca di ricostruire quello che si è lasciato nel Paese d’origine.

La mostra combina fotografie dall’archivio personale della Sig.ra Jaconelli, svedese di origine italiana, con immagini scattate durante la residenza dell’artista a Stoccolma. Vengono messe in dialogo queste due serie di raffigurazioni: scene spontanee di vita quotidiana e paesaggi sconosciuti ma al contempo familiari creano una narrazione senza tempo e al di là del luogo. La presenza di elementi multimediali come i Lightbox, accanto alle foto d’archivio, dà vita a un’esperienza dove la luce illumina e trasforma l’immagine stessa dall’interno, metaforicamente come un faro che ci guida tra il passato e il presente.

La mostra trae ispirazione da un libro di Joseph Brodsky intitolato “The condition we call Exile” dove l’esilio viene interpretato non solo come spostamento fisico, ma come una condizione fondamentalmente umana, che priva la persona in esilio della sicurezza di una casa. Brodsky sostiene che l’esilio, seppur doloroso, può essere trasformativo e persino liberatorio in certi modi. Le sue idee sul rapporto tra linguaggio e identità hanno rappresentato i punti cardinali della ricerca della fotografa.

Le memorie di Erdiola, che da bambina ha lasciato l’Albania per l’Italia, si intrecciano con quelle della famiglia Jaconelli e con i momenti nelle fotografie scattate a Stoccolma. Il lavoro ci fa riflettere su come il linguaggio preserva la memoria di un luogo anche quando la geografia cambia. Il linguaggio visivo è un archivio vivente che incarna storie di movimento forzato, cancellazione e resilienza.

La mostra è visitabile fino all’11 settembre 2026.

 

Erdiola Kanda Mustafaj è un’artista visiva italo-albanese. Nella sua ricerca artistica combina con estrema fluidità immagine, video, scrittura e suono, ripercorrendo la travagliata storia del suo Paese in una narrazione che si intreccia con la tradizione orale, il mito e la fiaba, offrendo una visione personale del patrimonio spirituale dell’Albania.

Le sue opere si articolano principalmente in un rapporto profondo con lo spazio, e la sua trasformazione, in cui la materia prima e l’uomo creano una connessione, inseparabile, modellandosi a vicenda senza gerarchie di valori. L’atto fotografico diventa quindi un processo intimo, una metamorfosi delle forme in relazione allo spazio e al tempo, guardando soprattutto ai diversi modi in cui incarniamo la memoria.

Nel 2019 ha esposto ad Arthouse e al Marubi National museum of photography in Albania e più recentemente ha partecipato alla residenza tenuta da Photoxenia in Grecia, sostenuta dalla G&A Mamidakis Foundation. In 2024 è stata finalista al Ardhje Contemporary Art Prize in Tirana e nel 2025 ha inaugurato una solo exhibition at Kunst-im-kreuzgang, Bielefeld (Germany). Attualmente fa parte della masterclass Reflexions 2.0.

 

Giovane Fotografia Italiana è un’open call gratuita rivolta ad artiste e artisti under 35, promossa dal Comune di Reggio Emilia. Il progetto costituisce ormai un punto di riferimento nella scena artistica nazionale per la scoperta e la valorizzazione dei talenti emergenti della fotografia del nostro paese, ponendo particolare attenzione a ricerche caratterizzate da un approccio sperimentale. Nuove Traiettorie offre, a partire dal 2023, l’opportunità a uno dei finalisti di Giovane Fotografia Italiana di svolgere una residenza d’artista a Stoccolma.

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