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Inaugurazione della mostra “Patrizia Cavalli. Che cosa è mio” di Lorenzo Castore

“Patrizia Cavalli. Che cosa è mio?” (C) Lorenzo Castore

L’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma è lieto di presentare una serata dedicata alla poetessa Patrizia Cavalli.

Giovedì 8 ottobre alle ore 18 viene presentata la raccolta di poesie Le mie poesie non cambieranno il mondo, uscita in traduzione svedese fatta da Ida Andersen per la nostra casa editrice ad agosto 2026. Inoltre, in occasione della Giornata del Contemporaneo, viene inaugurata la mostra Che cosa è mio? di Lorenzo Castore, composta da fotografie dall’appartamento della poetessa, realizzate subito dopo la scomparsa.

A guidarci in questa scoperta di Patrizia Cavalli ci saranno Ida Andersen, traduttrice del volume, Henrik Sahl Johansson, critico letterario che ha scritto l’introduzione alla traduzione svedese, e Lorenzo Castore, fotografo e grande ammiratore di Cavalli. Insieme discuteranno della sua poesia, della sua vita e del suo lascito culturale.

 

Patrizia Cavalli. Che cosa è mio?

“Ho amato le poesie di Patrizia Cavalli all’istante, subito dopo averle lette per la prima volta. Mi ha subito toccato nell’intimo, conquistato, sedotto, convinto. Non è mai stato facile per me con la poesia, un po’ per ignoranza e un po’ per diffidenza… ma quando si ha davanti una fuoriclasse è difficile non accorgersene e rimanere indifferenti. Patrizia Cavalli era un’artista unica, una fuori categoria, un magnete catalizzatore di opposti che convivevano in lei poeticamente, insieme a un’energia vitale incandescente. Pochi giorni dopo la sua scomparsa, a inizio luglio 2022, ho ricevuto un’appassionata telefonata di Francesca Marciano, amica comune, che sapendo bene della mia ossessione per la documentazione di case piene di vita e personalità prima della loro definitiva scomparsa mi invitava a fotografare la casa di Patrizia e a farlo presto perché chi l’aveva acquistata in nuda proprietà non avrebbe avuto pazienza e tanto meno un interesse romantico a prolungarne l’esistenza. E così in afose giornate di metà agosto sono entrato nel suo universo domestico e ho fatto amicizia con lei attraverso il dedalo di stanze che davano forma a uno spazio creato a sua immagine e somiglianza contenente memorabilia di ogni genere e origine, compagnia e testimonianza di una vita nel corso di circa 50 anni. Il resto è nelle fotografie, in bianco e nero e a colori, come era lei.”

 

Le mie poesie non cambieranno il mondo è il debutto acclamato di Patrizia Cavalli, pubblicato nel 1974 e finalmente disponibile per il pubblico svedese in uno splendido volume bilingue, tradotto da Ida Andersen.

Cavalli è una delle poetesse italiane più apprezzate del secondo Novecento, una voce fuori dal coro che riesce a parlare del quotidiano e di temi universali senza mai risultare banale. Già dal debutto, Cavalli si distingue per il metro complesso e la lingua diretta e precisa. Il suo modo di combinare la costruzione articolata delle strofe con un vocabolario quotidiano permettono alle sue poesie di risuonare immediatamente con i lettori. Ancora oggi, oltre cinquant’anni dopo la prima pubblicazione della silloge, le sue poesie sembrano attuali e vicine. Patrizia Cavalli aveva infatti una capacità unica di dare voce e forma alla vita, alla solitudine, all’amore omoerotico e alle peculiarità del quotidiano.

 

Nata a Todi nel 1947, Patrizia Cavalli si trasferisce a Roma nel 1968 per studiare filosofia, coltivando nel frattempo la passione per la poesia. Nel 1974 pubblica la sua prima silloge, Le mie poesie non cambieranno il mondo, con la quale si distingue subito per uno stile originale, capace di indagare, con una lingua apparentemente semplice e diretta, le profondità dell’animo umano. La sua seconda opera, Il cielo, viene pubblicata nel 1981. Passano undici anni prima che venga data alle stampe la sua terza opera, L’io singolare proprio mio (1992) e altri sette prima di Sempre aperto teatro (1999). Completano la sua produzione altre tre sillogi: Pigra divinità e pigra sorte (2006), Datura (2013) e Vita meravigliosa (2020). I suoi scritti in prosa sono raccolti in Con passi giapponesi, pubblicato nel 2019 e vincitore del premio Campiello.

Accanto all’attività di poesia, Cavalli ha lavorato come traduttrice di classici della storia del teatro, fra cui si annoverano opere di Molière e di Shakespeare. Considerata unanimemente come una delle voci più significative nel panorama della poesia italiana degli ultimi cinquant’anni, Cavalli muore a Roma nel 2022.

 

Lorenzo Castore è nato a Firenze nel 1973 e vive a Roma.

Il suo lavoro, intrecciato all’esperienza personale, è caratterizzato da progetti di lungo termine che hanno come tema principale l’identità, la memoria e la relazione tra piccole storie individuali, il presente e la storia.

Ha esposto il suo lavoro internazionalmente in numerose mostre personali e collettive.

Ha pubblicato dodici libri monografici: Nero (2004), Paradiso (2005), Ultimo Domicilio (2015), Ewa & Piotr – Si vis pacem para bellum (2018), Land (2019), 1994-2001 | A beginning (2019), Glitter Blues (2021), 2001-2007 | Lack & Longing (2022), WallS (2022), Séte #23 (2023), Fièvre (2024) e Patrizia Cavalli. Che cosa è mio? (2025).

Ha realizzato quattro film brevi: No peace without war, con Adam Grossman Cohen (2012), Sogno #5 (2013), Casarola (2015) e W (2022).

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