{"id":29494,"date":"2023-12-19T12:07:26","date_gmt":"2023-12-19T11:07:26","guid":{"rendered":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/?p=29494"},"modified":"2024-04-04T13:08:47","modified_gmt":"2024-04-04T11:08:47","slug":"i-film-del-mereghetti-viaggio-nel-cinema-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/news\/dall_istituto\/2023\/12\/i-film-del-mereghetti-viaggio-nel-cinema-italiano\/","title":{"rendered":"I film del Mereghetti \u2013 Viaggio nel cinema italiano"},"content":{"rendered":"<h5>Nei primi sei mesi del 2024, abbiamo pensato di portare il nostro pubblico a fare un viaggio nella storia del cinema italiano. Poich\u00e9 non \u00e8 facile orientarsi tra le migliaia di film fondamentali prodotti nel nostro paese a partire dal secondo dopoguerra, abbiamo sentito il bisogno di una guida d\u2019eccezione. Abbiamo quindi chiesto a <strong>Paolo Mereghetti<\/strong>, il principale critico cinematografico italiano, autore dello storico dizionario dei film pubblicato a partire dal 1993, di scegliere sette film capaci di rappresentare, uno per decennio, l\u2019evoluzione del nostro cinema dagli anni Quaranta agli anni Duemila.<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vi proponiamo quindi di seguirci, da gennaio a fine maggio, nella rassegna <strong>\u201cI film del Mereghetti \u2013 Viaggio nel cinema italiano\u201d<\/strong>. A eccezione dell\u2019ultimo, i film si terranno presso il nostro Auditorium.<\/p>\n<p><strong>Ecco il calendario delle proiezioni:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>25 gennaio, <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/viaggio-nel-cinema-italiano-lonorevole-angelina\/\"><strong><em>L\u2019onorevole Angelina<\/em><\/strong><\/a> di Luigi Zampa, 1947. Alla proiezione sar\u00e0 presente Paolo Mereghetti che introdurr\u00e0 il ciclo<\/li>\n<li>20 febbraio, <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/viaggio-nel-cinema-italiano-loro-di-napoli\/\"><strong><em>L\u2019oro di Napoli<\/em><\/strong><\/a> di Vittorio De Sica, 1954<\/li>\n<li>5 marzo, <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/viaggio-nel-cinema-italiano-una-vita-difficile\/\"><em><strong>Una vita difficile<\/strong> <\/em><\/a>di Dino Risi, 1961<\/li>\n<li>21 marzo, <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/viaggio-nel-cinema-italiano-una-giornata-particolare\/\"><strong><em>Una giornata particolare<\/em> <\/strong><\/a>di Ettore Scola, 1977<\/li>\n<li>24 aprile, <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/viaggio-nel-cinema-italiano-bianca\/\"><strong><em>Bianca<\/em> <\/strong><\/a>di Nanni Moretti, 1984<\/li>\n<li>10 maggio,<a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/viaggio-nel-cinema-italiano-il-ladro-di-bambini\/\"><strong> <em>Il ladro di bambini<\/em><\/strong><\/a> di Gianni Amelio, 1992<\/li>\n<li>18-19 maggio,<a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/viaggio-nel-cinema-italiano-la-meglio-gioventu\/\"><strong> <em>La meglio giovent\u00f9<\/em><\/strong><\/a> di Marco Tullio Giordana, 2003, presso il cinema Aspen<\/li>\n<\/ul>\n<p>N.B. I film saranno proiettati in italiano con sottotitoli in inglese.<\/p>\n<p>Vi aspettiamo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per l\u2019occasione, Paolo Mereghetti ha composto un breve testo di introduzione al cinema italiano, che vi proponiamo qui di seguito come lettura prima di intraprendere il nostro viaggio.<\/p>\n<blockquote>\n<h6><strong>Un breve viaggio nel cinema italiano dal dopoguerra<\/strong><\/h6>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29514 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Lonorevole-Angelina-_-2-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"822\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Lonorevole-Angelina-_-2-300x157.jpg 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Lonorevole-Angelina-_-2-768x402.jpg 768w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Lonorevole-Angelina-_-2.jpg 943w\" sizes=\"auto, (max-width: 822px) 100vw, 822px\" \/><\/p>\n<p>Dopo il lungo periodo dei <strong>\u00abtelefoni bianchi\u00bb<\/strong>, durante il quale il cinema italiano aveva fatto molta fatica a guardare e a raccontare una realt\u00e0 che il Regime fascista voleva edulcorata e anestetizzata (anche se registi come Camerini, Mattoli, Poggioli o Blasetti a volte riuscivano a squarciare quel velo censorio), <strong>l\u2019esplosione del neorealismo<\/strong> costrinse gli italiani a fare i conti con la realt\u00e0. Anche al cinema. <em>Roma citt\u00e0 aperta<\/em> (1946, di Roberto Rossellini), dove la scena in cui l\u2019ufficiale della Gestapo costringe Fabrizi a guardare Pagliero torturato divenne metafora di un intero Paese costretto ad \u00abaprire gli occhi\u00bb di fronte agli orrori appena superati, e poi ancora <em>Sciusci\u00e0<\/em> (1946 di Vittorio De Sica), <em>Pais\u00e0<\/em> (1946, di Rossellini), <em>Ladri di biciclette<\/em> (1948 di De Sica) e <em>La terra trema<\/em> (1948, di Luchino Visconti) sono i momenti che hanno segnato la rinascita, anche produttiva, del cinema italiano. Quei film <strong>riportano l\u2019attenzione del mondo intero sul cinema italiano<\/strong> (i due film di De Sica <em>Sciusci\u00e0<\/em> e <em>Ladri di biciclette<\/em> vincono l\u2019Oscar per il miglior film straniero), restituiscono dignit\u00e0 a un Paese che vuole dimenticare il Ventennio e contribuiscono a ridare fiducia a un\u2019industria ridotta in macerie dalla Seconda Guerra Mondiale, quando Cinecitt\u00e0 era ancora un campo per i profughi e i senzatetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-29497 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Loro-di-Napoli-_-2-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"824\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Loro-di-Napoli-_-2-300x186.jpg 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Loro-di-Napoli-_-2-1024x636.jpg 1024w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Loro-di-Napoli-_-2-768x477.jpg 768w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Loro-di-Napoli-_-2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 824px) 100vw, 824px\" \/><\/p>\n<p>Il messaggio neorealista informa cos\u00ec molte altre produzioni dove il primitivo sguardo sulla realt\u00e0 viene declinato attraverso punti di vista personali, a volte incrociandosi con i generi pi\u00f9 popolari, come il <strong>western<\/strong> (<em>Caccia tragica<\/em>, 1947, di Giuseppe De Santis), il <strong>melodramma<\/strong> (<em>Vivere in pace<\/em>, 1947, di Luigi Zampa; <em>Riso amaro<\/em>, 1949, di Giuseppe De Santis), il <strong>noir<\/strong> (<em>Il bandito<\/em>, 1946, di Alberto Lattuada; <em>Fuga in Francia<\/em>, 1948, di Mario Soldati), il <strong>fantastico<\/strong> (<em>Miracolo a Milano<\/em>, 1951, di Vittorio De Sica). O svelando addirittura una qualche <strong>ambizione \u00abpolitica\u00bb e sociale<\/strong>, come \u00e8 il caso di <em>L\u2019onorevole Angelina<\/em> (1947, di Zampa). Un\u2019esperienza che per\u00f2 finisce presto per esaurirsi \u2013 analizzata nelle sue tentazioni populiste da <em>Bellissima<\/em> (1952, Visconti) o nei sui fallimenti da <em>Umberto D.<\/em> (1952, De Sica) \u2013 e che prende strade pi\u00f9 vicine alla commedia, stigmatizzata dalla critica pi\u00f9 intransigente (che parla di <strong>\u00abneorealismo rosa\u00bb<\/strong>) ma pi\u00f9 apprezzata dal pubblico (<em>Domenica d\u2019agosto<\/em>, 1950, di Luciano Emmer; <em>Guardie e ladri<\/em>, 1951, di Mario Monicelli; <em>Due soldi di speranza<\/em>, 1952, di Renato Castellani; <em>Pane, amore e fantasia<\/em>, 1953, di Luigi Comencini) e che trova uno dei suoi momenti pi\u00f9 riusciti con <em>L\u2019oro di Napoli<\/em> (1954), dove De Sica riunisce alcuni degli attori pi\u00f9 rappresentativi di quel momento, da Tot\u00f2 a Eduardo De Filippo, da Sophia Loren a Silvana Mangano, da Paolo Stoppa allo stesso Vittorio De Sica.<\/p>\n<p>Sono anni in cui la critica ha occhi solo per i film neorealisti, ma il pubblico stravede per i<strong> campioni nazionali della comicit\u00e0<\/strong> come Tot\u00f2, Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, Tina Pica, Alberto Sordi, per i <strong>melodrammi<\/strong> declinati nella forma popolare di Raffaello Matarazzo con la coppia Amedeo Nazzari-Yvonne Sanson (<em>Catene<\/em>, 1949; <em>Tormento<\/em>, 1950; <em>I figli di nessuno<\/em>, 1952; <em>Angelo bianco<\/em>, 1955) o in quella pi\u00f9 raffinata di Alberto Lattuada (<em>Anna<\/em>, 1951), Michelangelo Antonioni (<em>La signora senza camelie<\/em>, 1953) o Carlo Lizzani (<em>Cronache di poveri amanti<\/em>, 1954).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29517 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Una-vita-difficile-_-1-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"825\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Una-vita-difficile-_-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Una-vita-difficile-_-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Una-vita-difficile-_-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Una-vita-difficile-_-1.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px\" \/><\/p>\n<p>Gli anni Cinquanta sono quelli in cu<strong>i i grandi registi del cinema italiano mettono a punto le proprie strade e i propri stili<\/strong>: Antonioni purificando sempre pi\u00f9 il proprio stile (<em>Le amiche<\/em>, 1955; <em>Il grido<\/em>, 1957), Fellini intrecciando ironia grottesca e attenzione ai reietti (<em>La strada<\/em>, 1954<em>; Il bidone<\/em>, 1955; <em>Le notti di Cabiria<\/em>, 1957), Visconti misurandosi con la grande tradizione del melodramma (<em>Senso<\/em>, 1954) e Rossellini sperimentando nuove strade dopo il neorealismo (<em>Europa \u201951<\/em>, 1952; <em>Viaggio in Italia<\/em>, 1954; <em>Il generale Della Rovere<\/em>, 1959), arrivando nel 1960 a presentare, i primi tre, i loro film forse pi\u00f9 celebri &#8211; <em>L\u2019avventura<\/em> Antonioni, <em>La Dolce Vita<\/em> Fellini e <em>Rocco e i suoi fratelli<\/em> Visconti \u2013 a conferma di un periodo particolarmente creativo e felicemente prolifico di grandi film. A cui vanno aggiunti anche i primi titoli del genere nazionale pi\u00f9 conosciuto, la<strong> \u00abcommedia all\u2019italiana\u00bb<\/strong>: Mario Monicelli firma <em>I soliti ignoti <\/em>(1958), <em>La grande guerra<\/em> (1959) e <em>I compagni<\/em> (1963); Dino Risi <em>Il vedovo<\/em> (1959), <em>Una vita difficile<\/em> (1961, che personalmente considero il suo capolavoro), <em>Il sorpasso<\/em> (1962) e <em>I mostri<\/em> (1963); Luigi Comencini <em>Tutti a casa<\/em> (1960) e <em>A cavallo della tigre<\/em> (1961); Antonio Pietrangeli <em>Nata di marzo<\/em> (1958) e <em>La parmigiana<\/em> (1963); Pietro Germi <em>Un maledetto imbroglio<\/em> (1959) e <em>Divorzio all\u2019italiana<\/em> (1961), Alberto Lattuada <em>La spiaggia<\/em> (1954), <em>Dolci inganni<\/em> (1960) e <em>Mafioso<\/em> (1962).<\/p>\n<p>Favorite anche da<strong> una grande scuola di sceneggiatori<\/strong> &#8211; Age e Scarpelli, Sonego, De Concini, Benvenuti e De Bernardi, Maccari e Scola (che esordir\u00e0 nella regia nel 1964) &#8211; quelle commedie sono capaci di sfruttare la maggior libert\u00e0 offerta dalla censura per <strong>coniugare irriverenza e divertimento<\/strong>, analisi critica della realt\u00e0 e attenzione al nuovo, intrecciare gli umori meno conformisti con le trasformazioni e le aspirazioni del pubblico. Il cinema italiano lancia nuovi volti (Tognazzi, Gassman, Manfredi, Monica Vitti, accanto a un inossidabile Sordi) e si apre a nuove proposte, capaci anche di rinnovare gli stili e sfidare i gusti pi\u00f9 consolidati. Esordiscono in quegli anni Pier Paolo Pasolini (<em>Accattone<\/em>, 1961; <em>Mamma Roma<\/em>, 1962), Elio Petri (<em>L\u2019assassino<\/em>, 1961<em>; I giorni contati<\/em>, 1962; <em>Il maestro di Vigevano<\/em>, 1963), Ermanno Olmi (<em>Il tempo si \u00e8 fermato<\/em>, 1959; <em>Il posto<\/em>, 1961; <em>I fidanzati<\/em>, 1963), Florestano Vancini (<em>La lunga notte del \u201943<\/em>, 1960), Paolo e Vittorio Taviani (<em>Un uomo da bruciare<\/em>, 1962, con Valentino Orsini; <em>I fuorilegge del matrimonio<\/em>, 1963), conferma il proprio talento Francesco Rosi (<em>I magliari<\/em>, 1959; <em>Salvatore Giuliano<\/em>, 1962; <em>Le mani sulla citt\u00e0<\/em>, 1963) e torna dalla Spagna Marco Ferreri (<em>Una storia moderna: l\u2019ape regina<\/em>, 1963; <em>La donna scimmia<\/em>, 1964). Mentre il western all\u2019italiana (<em>Per un pugno di dollari<\/em>, 1964, e <em>Il buono, il brutto e il cattivo<\/em>, 1966, Sergio Leone) conquista il pubblico e aiuta a combattere la concorrenza televisiva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29519 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Una-giornata-particolare-_-1-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"826\" height=\"559\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Una-giornata-particolare-_-1-300x203.jpg 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Una-giornata-particolare-_-1.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 826px) 100vw, 826px\" \/><\/p>\n<p>Sono anni straordinariamente vivaci, dove <strong>i \u00abvecchi\u00bb maestri creano fianco a fianco con i \u00abnuovi\u00bb<\/strong> (<em>Prima della rivoluzione<\/em>, 1964, Bernardo Bertolucci; <em>I pugni in tasca<\/em>, 1965, Marco Bellocchio), tutti protesi verso un cinema ancora capace di dialogare con le tensioni pi\u00f9 vive della societ\u00e0. Fellini riflette sui rapporti tra l\u2019artista e la societ\u00e0 che lo circonda (<em>8 \u00bd<\/em>, 1963; <em>Giulietta degli spiriti<\/em>, 1965), Visconti si confronta con i grandi momenti della storia (<em>Il gattopardo<\/em>, 1963; <em>La caduta degli dei<\/em>, 1969) e Antonioni prosegue nell\u2019analisi delle angosce dell\u2019uomo contemporaneo (<em>L\u2019eclisse<\/em>, 1962; <em>Il deserto rosso<\/em>, 1964; <em>Blow-up<\/em>, 1966), i maestri della commedia continuano a graffiare (Pietrangeli con <em>Io la conoscevo bene<\/em>, 1965; Germi con <em>Signore &amp; signori<\/em>, 1966; Monicelli con <em>L\u2019armata Brancaleone<\/em>, 1966, Risi con <em>Straziami ma di baci saziami<\/em>, 1968; Lattuada con <em>Venga a prendere il caff\u00e8\u2026 da noi<\/em>, 1970, Comencini con <em>Lo scopone scientifico<\/em>, 1972) mentre il Sessantotto spinge alcuni registi a un pi\u00f9 preciso rapporto con tematiche politiche: Bellocchio con <em>La Cina \u00e8 vicina<\/em>, 1967, e <em>Nel nome del padre<\/em>, 1971; Ferreri con <em>Dillinger \u00e8 morto<\/em>, 1969, Petri con <em>Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto<\/em>, 1970; Rosi con <em>Il caso Mattei<\/em>, 1972 e <em>Lucky Luciano<\/em>, 1973; Scola con <em>C\u2019eravamo tanto amati<\/em>, 1974. Anche se solo tre anni pi\u00f9 tardi, lo stesso Scola con <em>Una giornata particolare<\/em> (1977) sembra inaugurare un nuovo momento, pi\u00f9 riflessivo e pi\u00f9 ripiegato su se stesso.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, arrivano gli<strong> \u00abanni di piombo\u00bb <\/strong>e l\u2019incupimento del Paese porta con s\u00e9 un malessere generalizzato (sono gli anni del <strong>\u00abpoliziottesco\u00bb<\/strong>, coi film di Fernando di Leo e Umberto Lenzi) mentre i registi pi\u00f9 sensibili sembrano contagiati da un pi\u00f9 diffuso pessimismo (<em>Cadaveri eccellenti<\/em>, 1976, di Rosi; <em>Todo modo<\/em>, 1976, di Petri; <em>La terrazza<\/em>, 1980, di Scola; <em>La grande abbuffata<\/em>, 1973, e <em>Ciao maschio<\/em>, 1978, di Ferreri) e la risata assume toni pi\u00f9 acidi e neri (Monicelli con <em>Amici miei<\/em>, 1975 e <em>Un borghese piccolo piccolo<\/em>, 1977; Dino Risi con <em>I nuovi mostri<\/em>, 1977; Luigi Comencini con <em>L\u2019ingorgo<\/em>, 1979).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29522 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Bianca-_-3-300x172.png\" alt=\"\" width=\"832\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Bianca-_-3-300x172.png 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Bianca-_-3.png 730w\" sizes=\"auto, (max-width: 832px) 100vw, 832px\" \/><\/p>\n<p>Il cinema risente della crisi generale del Paese e paga <strong>l\u2019esplosione delle televisioni private<\/strong> che finiscono inevitabilmente per ingigantire il tasso di volgarit\u00e0. Nel 1985 i biglietti venduti si sono ridotti a 195 milioni (dagli 819 del 1955), dando inizio a quella fase discendente da cui sembra sempre pi\u00f9 difficile rialzarsi. Fanno eccezione lo spirito giovanilista delle commedie di Gabriele Salvatore (<em>Marrakesch Express<\/em>, 1989; <em>Mediterraneo<\/em>, 1991, a sorpresa Oscar come miglior film straniero) e i cosiddetti<strong> \u00abnuovi comici\u00bb<\/strong> che recuperano temi e modi della commedia all\u2019italiana per coniugarli con un pi\u00f9 accentuato marchio autoriale (Carlo Verdone con <em>Un sacco bello<\/em>, 1980, <em>Bianco, rosso e Verdone<\/em>, 1981, <em>Compagni di scuola<\/em>, 1988; Massimo Troisi con <em>Ricomincio da tre<\/em>, 1981, <em>Scusate il ritardo<\/em>, 1983, <em>Non ci resta che piangere<\/em>, 1984; Francesco Nuti con <em>Tutta colpa del paradiso<\/em>, 1985, <em>Caruso Pascoski di padre polacco<\/em>, 1988). Su tutti, Nanni Moretti riesce a dar forma non solo a un nuovo tipo di comicit\u00e0 ma anche a un personaggio capace di incarnare i sogni e i dubbi della generazione uscita dalle macerie del Sessantotto e del Settantasette con <em>Ecce bombo<\/em> (1978), <em>Bianca<\/em> (1984) o <em>Palombella rossa <\/em>(1989).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29524 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Il-ladro-di-bambini-_-1-300x181.jpg\" alt=\"\" width=\"833\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Il-ladro-di-bambini-_-1-300x181.jpg 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Il-ladro-di-bambini-_-1-768x462.jpg 768w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Il-ladro-di-bambini-_-1.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 833px) 100vw, 833px\" \/><\/p>\n<p>A cavallo del passaggio al nuovo secolo <strong>il cinema italiano fatica a trovare nuove strade<\/strong>, avendo ormai perso quel rapporto privilegiato con il pubblico che aveva avuto nel Novecento e che ora \u00e8 soppiantato dalla televisione, cui seguir\u00e0 l\u2019universo variegato dei social. Se Paolo Virz\u00ec riesce a rinnovare lo spirito della \u00abvecchia\u00bb commedia all\u2019italiana (<em>Ferie d\u2019agosto<\/em>, 1996, <em>Ovosodo<\/em>, 1997, <em>Caterina va in citt\u00e0<\/em>, 2003) spiccano percorsi coerenti e solitari come quello di Gianni Amelio (<em>Il ladro di bambini<\/em>, 1992, <em>Lamerica<\/em>, 1994, <em>Le chiavi di casa<\/em>, 2004), di un sempre pi\u00f9 maturo Moretti (<em>Caro diario<\/em>, 1993, <em>La stanza del figlio<\/em>, 2001, <em>Il caimano<\/em>, 2006), la conferma della comicit\u00e0 di Verdone (<em>Viaggi di nozze<\/em>, 1995, <em>Gallo cedrone<\/em>, 1998) cui si affianca quella di Roberto Benigni (<em>Il piccolo diavolo<\/em>, 1988, <em>Johnny Stecchino<\/em>,1991, <em>La vita \u00e8 bella<\/em>, 1997, altro Oscar come miglior film straniero). Anche se \u00e8 la Rai che produce il film che pi\u00f9 di tutti riesce a sintetizzare il drammatico passaggio che l\u2019Italia ha dovuto attraversa per arrivare nel nuovo secolo con <em>La meglio giovent\u00f9<\/em> (2003, di Marco Tullio Giordana), pensato originariamente per la televisione (in quattro puntate) ma uscito trionfalmente al cinema dopo il premio vinto a Cannes nella sezione \u00abUn certain regard\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-29526 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/La-meglio-gioventu-_-2-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"834\" height=\"470\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/La-meglio-gioventu-_-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/La-meglio-gioventu-_-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/La-meglio-gioventu-_-2.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 834px) 100vw, 834px\" \/><\/p>\n<p>Paolo Mereghetti<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Paolo Mereghetti<\/strong> (Milano 1949) \u00e8 giornalista professionista e ha lavorato all\u2019<em>Europeo<\/em>, a <em>Repubblica<\/em>, a <em>King<\/em> e al <em>Corriere della Sera<\/em>, dove ricopre il ruolo di critico cinematografico. Ha scritto per <em>Ombre rosse<\/em>, <em>Positif<\/em>, <em>Linea d\u2019ombra<\/em>, <em>Reset<\/em>, <em>Ciak<\/em> e <em>Lo straniero<\/em>. Ha lavorato alle Mostre del cinema dirette da Lizzani, Rondi e Barbera. \u00c8 l\u2019autore del Dizionario dei film che porta il suo nome \u2013 <em>il Mereghetti<\/em> &#8211; arrivato alla decima edizione. Ha ricevuto i premi Flaiano e De Sica per la critica cinematografica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nei primi sei mesi del 2024, abbiamo pensato di portare il nostro pubblico a fare un viaggio nella storia del cinema italiano. Poich\u00e9 non \u00e8 facile orientarsi tra le migliaia di film fondamentali prodotti nel nostro paese a partire dal secondo dopoguerra, abbiamo sentito il bisogno di una guida d\u2019eccezione. 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