{"id":631,"date":"2023-10-12T15:03:06","date_gmt":"2023-10-12T13:03:06","guid":{"rendered":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/?page_id=631"},"modified":"2024-02-29T10:06:40","modified_gmt":"2024-02-29T09:06:40","slug":"archivio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/lingua-e-cultura\/biblioteca\/archivio\/","title":{"rendered":"Archivio"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Istituto Italiano di Cultura intitolato a <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/i-protagonisti-della-storia-delliic\/carlo-maurilio-lerici\/\"><strong>Carlo Maurilio Lerici<\/strong><\/a> mette a disposizione di ricercatori e ricercatrici l&#8217;inventario dei documenti conservati nel proprio archivio.<\/p>\n<blockquote><p>Nel 2021, grazie al lavoro professionale dell\u2019archivista Caterina Zeffiro, si \u00e8 proceduto ad un\u2019attivit\u00e0 di <strong>riordino e catalogazione<\/strong>\u00a0di tutti questi materiali, che, attraverso la\u00a0<strong>pubblicazione dell\u2019inventario sul sito dell\u2019Istituto qui<\/strong>\u00a0e prossimamente sui siti di settore, sono ora resi disponibili alla fruizione e consultazione da parte di studiosi e ricercatori. Gli spunti di ricerca sono vari e tutti differenti, utili per vari ambiti di studio, da quello architettonico a quello letterario e artistico.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>inventario<\/strong> \u00e8 consultabile <strong><a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Inventario.pdf\">qui.<\/a><\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;archivio custodisce una grande variet\u00e0 di materiale che racconta diacronicamente la storia dell\u2019edificio, ma anche una serie di storie sincroniche che hanno avuto luogo al suo interno: <strong>documenti, lettere, fotografie, disegni <\/strong>e<strong> progetti di architettura e design<\/strong>, riguardanti soprattutto il periodo tra la fine degli anni Cinquanta e la seconda met\u00e0 degli anni Ottanta del Novecento.<\/p>\n<p>Se il materiale relativo al primo periodo di attivit\u00e0 dell\u2019Istituto, dal 1941 \u2013 anno della sua fondazione in Linn\u00e9gatan 15 \u2013 al 1958 \u2013 anno del trasferimento nell\u2019<a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/\">attuale sede<\/a> nel quartiere diplomatico \u2013 risulta alquanto lacunoso, diversa \u00e8 invece la situazione per gli anni a seguire. Dal 1958 in avanti, l&#8217;IIC conserva infatti una serie di documenti dettagliati, tra cui quelli riguardanti la costruzione del nuovo edificio, che comprendono alcuni disegni \u2013 per la maggior parte copie \u2013 realizzati da <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/i-protagonisti-della-storia-delliic\/gio-ponti\/\"><strong>Gio Ponti<\/strong><\/a>, sia per la progettazione dell\u2019edificio sia per l\u2019arredamento interno, e disegni di <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/i-protagonisti-della-storia-delliic\/ferruccio-rossetti\/\"><strong>Ferruccio Rossetti<\/strong><\/a>, molti dei quali sono invece originali. Vi sono inoltre una serie di lettere tra <strong>Alessandro de Masi<\/strong>, l&#8217;allora direttore dell\u2019Istituto, Ponti e Rossetti, ma anche scambi epistolari tra i due architetti, in cui si fa riferimento all\u2019arredamento e ai lavori di ampliamento dell\u2019Istituto. Anche il fondo fotografico risulta consistente: non mancano infatti foto dell\u2019epoca, che ritraggono sia il cantiere, sia l\u2019Istituto una volta terminato.<\/p>\n<p>L\u2019archivio raccoglie inoltre la documentazione relativa alle <strong>attivit\u00e0 culturali<\/strong>\u00a0promosse negli anni, in cui sono presenti\u00a0<strong>inviti, rassegne stampa, fotografie, volantini, brochure, d\u00e9pliant<\/strong>\u00a0relativi ai vari eventi organizzati dall\u2019Istituto.<\/p>\n<p>Numerosi sono i\u00a0documenti\u00a0che vedono protagoniste alcune delle figure pi\u00f9 importanti della\u00a0<span style=\"color: #008080;\"><strong>cultura italiana<\/strong><\/span> della seconda met\u00e0 del Novecento. Di alcune di loro sono conservati i testi degli interventi che hanno tenuto in Istituto, come quello sull\u2019archeologia di <strong>Massimo Pallottino<\/strong> e quello di <strong>Vasco Pratolini<\/strong>, o che avrebbero dovuto tenere, come quello di <strong>Anna Maria Ortese<\/strong>, stilato per la presentazione, poi annullata, della traduzione svedese de <em>Il mare non bagna Napoli<\/em>, e su cui sono persino riportate una serie di correzioni autografe. La scrittrice rinunci\u00f2 allora al viaggio a Stoccolma, come si evince da una lettera indirizzata alla direttrice <strong>Lucia Pallavicini<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre al caso di\u00a0Ortese, nel tempo fu molto intensa la corrispondenza epistolare tra i direttori e alcune figure della letteratura e del cinema italiani, come\u00a0<strong>Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Alberto Moravia\u00a0<\/strong>e<strong>\u00a0Italo Calvino<\/strong>. Molto fitto fu lo scambio di lettere indirizzate da quest\u2019ultimo al direttore\u00a0<strong>Sergio Ponzanelli<\/strong>, in cui venne discussa la programmazione del viaggio dello scrittore in Svezia nel 1961, in occasione di una conferenza sul romanzo italiano contemporaneo.<\/p>\n<p>Oltre a scrittori e scrittrici, l\u2019Istituto ha ospitato anche numerosi artisti e artiste, tra cui <strong>Renato Guttuso<\/strong>. Nel 1961, infatti, le diverse sedi scandinave organizzarono una mostra personale dell\u2019artista, che in quell\u2019occasione don\u00f2 una litografia autografa all\u2019Istituto di Stoccolma, mentre tre suoi disegni furono acquisiti dal\u00a0Museo Nazionale di Stoccolma, come riportato in una lettera inviata successivamente all\u2019Istituto. Ad oggi, tuttavia, non sappiamo se tali disegni siano ancora conservati presso i depositi del museo o se siano invece stati venduti.<\/p>\n<p>L\u2019archivio racconta, infine, i contatti e gli scambi tra l\u2019Istituto e l\u2019<span style=\"color: #008080;\"><strong>ambiente culturale svedese<\/strong><\/span>. In una lettera inviata nel 1962, <strong>Ingmar Bergman<\/strong> ringrazia il direttore Ponzanelli per la proiezione de <em>La terra trema<\/em>. Intensi \u2013 e documentati \u2013 furono i rapporti tra l\u2019Istituto e il poeta svedese <strong>Anders \u00d6sterling<\/strong>, membro dell&#8217;Accademia di Svezia dal 1919 al 1981 e per molti anni membro anche del comitato per l&#8217;assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura. Proprio durante gli anni del suo mandato, <strong>Salvatore Quasimodo<\/strong> ricevette il Premio Nobel per la Letteratura (1959). Amante nonch\u00e9 profondo conoscitore della cultura italiana, \u00d6sterling partecip\u00f2 a diversi eventi in Istituto e fu spesso invitato in Italia, in particolare in Sicilia. In una foto scattata nel 1969 e conservata in archivio, lo vediamo ritratto insieme a <strong>Giacomo Oreglia<\/strong>, al direttore Ponzanelli, a Quasimodo e all\u2019Ambasciatore di Svezia in Italia, in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo a \u00d6sterling e Quasimodo. Oreglia insegn\u00f2 italiano per diversi anni presso l\u2019Istituto e diresse la casa editrice Italica, che pubblic\u00f2 i due premi Nobel per la Letteratura Quasimodo e Montale, tradotti in svedese proprio da Anders \u00d6sterling.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;Istituto Italiano di Cultura intitolato a Carlo Maurilio Lerici mette a disposizione di ricercatori e ricercatrici l&#8217;inventario dei documenti conservati nel proprio archivio. 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