{"id":40,"date":"2023-04-03T20:55:02","date_gmt":"2023-04-03T18:55:02","guid":{"rendered":"https:\/\/istitutobuenosaires.esteri.it\/?page_id=40"},"modified":"2024-10-16T11:43:02","modified_gmt":"2024-10-16T09:43:02","slug":"la-sede","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/","title":{"rendered":"La Sede"},"content":{"rendered":"<p>Con le sue forme eleganti, leggere e asimmetriche, l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma rappresenta uno degli esempi pi\u00f9 completi del design e del linguaggio architettonico di <strong><a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/i-protagonisti-della-storia-delliic\/gio-ponti\/\">Gio Ponti<\/a><\/strong> nel periodo del dopoguerra. L\u2019architettura di Ponti e l&#8217;allora nascente manifattura di design italiana respiravano classicit\u00e0 e tradizione, equilibrio tra proporzioni, eleganza edonistica, un linguaggio decisamente differente dai rigori del coevo strutturalismo nord europeo. Ponti dona con grande slancio personale il proprio lavoro progettuale per la nuova sede della cultura italiana e si impegna in prima linea, anche con lettere accorate, per ottenere da fornitori e manifatture italiane prezzi vantaggiosi, perch\u00e9 ci voleva \u201cl\u2019impegno di tutti per fare una bella figura\u201d.<\/p>\n<p>Di questo edificio costruito in un paese straniero, Ponti \u00e8 ben contento che si sia detto, inaspettatamente, \u201c\u00e8 italiano\u201d. La casa in cui la cultura italiana avrebbe incontrato quella svedese viene pensata dall\u2019architetto come un edificio in divenire, da scoprire man mano, girandogli attorno arrivando dalle prospettive aperte di G\u00e4rdet. Tale \u00e8 l\u2019attenzione dedicata a questa rivelazione, che Gio Ponti rivedr\u00e0 la disposizione dei vari corpi dell\u2019edificio in almeno tre elaborazioni successive. Egli ricerca la perfetta proporzione e sequenza visiva nella scoperta dell\u2019edificio. Un&#8217;architettura da sperimentare e capire con lo sguardo.<\/p>\n<blockquote>\n<h6><em>L\u2019edificio (moderno) deve rivelare ci\u00f2 di cui si compone, deve essere ricco di variet\u00e0. Come girando attorno ad un monte si vedono boschi, cascate, un paese, una roccaforte, un precipizio, delle piante, un santuario, ecc. ecc. l\u2019edificio deve apparire &#8211; girandogli attorno &#8211; un paesaggio, uno spettacolo diverso dai suoi punti di vista.<\/em><br \/>\n<strong>\u2013 Gio Ponti<\/strong><strong><sup>1<\/sup><\/strong><\/h6>\n<\/blockquote>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-29016 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Main-building-and-Auditorium-from-the-outside-300x206.png\" alt=\"\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Main-building-and-Auditorium-from-the-outside-300x206.png 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Main-building-and-Auditorium-from-the-outside-1024x705.png 1024w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Main-building-and-Auditorium-from-the-outside-768x529.png 768w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Main-building-and-Auditorium-from-the-outside.png 1174w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><br \/>\n<em>I due corpi dell&#8217;Istituto oggi<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32182 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160812_001.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1361\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160812_001.jpg 1920w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160812_001-300x213.jpg 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160812_001-1024x726.jpg 1024w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160812_001-768x544.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><em>I due corpi dell&#8217;Istituto poco dopo la costruzione (<a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/lingua-e-cultura\/biblioteca\/archivio\/\">Archivio<\/a> fotografico dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma)<\/em><\/p>\n<p>La struttura dell\u2019Istituto di Cultura si articola in <strong>due corpi principali<\/strong>. Le funzioni culturali e amministrative, come la biblioteca, gli uffici, le sale di studio e la residenza, sono raggruppate in un volume dalla pianta insolita e affusolatissima, quasi a ricordare una canoa, separato e distinto da quello del salone delle feste e ricevimenti, con lo splendido Auditorium con copertura progettata dal celebre <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/i-protagonisti-della-storia-delliic\/pier-luigi-nervi\/\"><strong>Pier Luigi Nervi<\/strong><\/a> e anticipato dal foyer. Tra i due corpi, la cerniera dell\u2019atrio di ingresso. Quest&#8217;organica sequenza di sale e spazi, interagiti dai piani vuoti delle finestre, \u00e8 voluta da Ponti per lasciarci \u2018comprendere\u2019 naturalmente l\u2019architettura e le sue destinazioni, sin dall\u2019esterno. Gio Ponti affida allo studio locale di <a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/i-protagonisti-della-storia-delliic\/ture-wennerholm\/\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Ture Wennerholm<\/span><\/strong><\/a>\u00a0la redazione dei disegni esecutivi tra il 1956 e 1957.\u00a0<a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/i-protagonisti-della-storia-delliic\/ferruccio-rossetti\/\"><strong>Ferruccio Rossetti<\/strong><\/a> proseguir\u00e0 nella curatela dei lavori dopo la scomparsa di Wennerholm fino all\u2019inaugurazione avvenuta il 24 novembre 1958. Negli anni 1962-63 l\u2019atrio verr\u00e0 poi ampliato con l&#8217;aggiunta dell\u2019attuale Sala Rossetti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32165 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160103_001.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1321\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160103_001.jpg 1920w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160103_001-300x206.jpg 300w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160103_001-1024x705.jpg 1024w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/20120216_160103_001-768x528.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p><em>Atrio di collegamento tra l&#8217;Istituto e l&#8217;Auditorium prima della realizzazione della Sala Rossetti (<a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/lingua-e-cultura\/biblioteca\/archivio\/\">Archivio<\/a> fotografico dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma)<\/em><\/p>\n<p>L\u2019estro e la creativit\u00e0 di Gio Ponti non si limitano soltanto al progetto dell\u2019edificio, ma si estendono a gran parte dell\u2019<strong>arredo<\/strong>, testimoniando la sua passione per il design e la cura per i dettagli tipica dei suoi progetti. Ancora oggi \u00e8 possibile ammirare poltrone, tavolini, lampade, scrivanie, sedie progettate da Ponti per alcuni prestigiosi marchi di design italiani, come <a href=\"https:\/\/www.cassina.com\/it\/it\/contemporanei\/gio-ponti.html\"><strong>Cassina<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/www.arredoluce.com\/\"><strong>Arredoluce<\/strong> <\/a>e <strong>Cagliani&amp;Marazza<\/strong>. Perfino le maniglie sono il risultato di un attento studio da parte dell&#8217;architetto italiano: il modello impiegato in Istituto ha una straordinaria pulizia formale, con forma a cono e ala affilata, frutto di uno studio attento che coinvolgeva anche la struttura della porta stessa. Il modello fu prodotto dalla ditta Olivari di Como e si ritrova anche nella Villa Planchart a Caracas (Venezuela) e in alcuni progetti di chiese coeve. Fra i mobili di maggior pregio, spiccano alcuni esemplari della\u00a0<strong>Superleggera\u00a0<\/strong>del 1958 e pezzi unici disegnati da Ponti appositamente per questo istituto.<\/p>\n<p>In questa sezione del nostro sito vi invitiamo a scoprire la storia dell&#8217;Istituto.<\/p>\n<ol>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/conoscere-gio-ponti-tramite-liic\/\">Gio Ponti negli anni Cinquanta<\/a><\/strong><\/li>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/ponti-la-svezia-e-listituto\/\">Il progetto dell&#8217;Istituto<\/a><\/strong><\/li>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/le-stanze-di-ponti\/\">L&#8217;Istituto di Ponti: architettura e leggerezza<\/a><\/strong><\/li>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/la-pelle-dellarchitettura-colore-e-materia\/\">L&#8217;Istituto di Ponti: colore e materia<\/a><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con le sue forme eleganti, leggere e asimmetriche, l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma rappresenta uno degli esempi pi\u00f9 completi del design e del linguaggio architettonico di Gio Ponti nel periodo del dopoguerra. 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