{"id":30466,"date":"2024-01-11T11:43:43","date_gmt":"2024-01-11T10:43:43","guid":{"rendered":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/?page_id=30466"},"modified":"2025-09-04T16:22:34","modified_gmt":"2025-09-04T14:22:34","slug":"gio-ponti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/ponti-la-svezia-e-listituto\/gio-ponti\/","title":{"rendered":"Gio Ponti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32421 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Gio-Ponti-1.png\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Gio-Ponti-1.png 500w, https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Gio-Ponti-1-300x203.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><em>Gio Ponti a Stoccolma (<a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/lingua-e-cultura\/biblioteca\/archivio\/\">Archivio<\/a> fotografico dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma)<\/em><\/p>\n<p><strong>Gio Ponti<\/strong> (Milano 1891 &#8211; Milano 1979) \u00e8 stato un grande architetto e primo Maestro del design italiano. Gi\u00e0 nel 1923 nasce con lui il ruolo di art director, ovvero del progettista e creativo, dotato di tale cultura e sensibilit\u00e0 da poter svolgere consulenze efficaci per la nascente produzione industriale. Egli ha saputo combinare imprevedibilit\u00e0 e classicit\u00e0, mediando tra modernit\u00e0 e tradizione. La sua opera, smisurata e ininterrotta nell&#8217;arco di pi\u00f9 di 50 anni, comprende progetti architettonici pubblici e dimore private divenute leggendarie, tra cui Villa Bouilhet (Garches, Francia, 1926), Villa Marchesano (Bordighera, Imperia, 1938), Villa Tataru (Cluj, Romania, 1938) e Villa Planchart (Caracas, Venezuela, 1953-57). Ha fondato due riviste, <em>Domus<\/em> (1928) e <em>Stile<\/em> (1941), centrali nella promozione della cultura del design e dell&#8217;architettura moderna, in Italia e all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Ponti si laurea in architettura presso il Politecnico di Milano nel 1921. Nello stesso anno sposa Giulia Vimercati, da cui avr\u00e0 quattro figli, <sup id=\"cite_ref-2\" class=\"reference\"><\/sup>e apre uno studio assieme agli architetti Mino Fiocchi ed Emilio Lancia, collaborazione che terminer\u00e0 dodici anni dopo. Nel 1923 partecipa, in qualit\u00e0 di designer presso l&#8217;industria ceramica <strong>Richard Ginori<\/strong>, alla Prima Mostra Internazionale di Arti Decorative di Monza. Le sue ceramiche gli varranno il Grand Prix all&#8217;Exposition internationale des arts d\u00e9coratifs et industriels modernes di Parigi del 1925<sup id=\"cite_ref-3\" class=\"reference\"><\/sup>. In quegli anni, la produzione di Ponti \u00e8 perlopi\u00f9 legata ai temi classici, temi che esplora fin dal suo rientro a Milano dopo la fine della prima guerra mondiale. Del 1928 \u00e8 la gi\u00e0 citata rivista <i>Domus<\/i>, che diriger\u00e0 praticamente ininterrottamente fino alla morte (con la sola eccezione del periodo 1941-1948). Dal 1930 viene coinvolto nelle Triennali di Milano, forse la pi\u00f9 importante istituzione culturale del capoluogo lombardo. Nel 1952 nasce lo <strong>Studio Ponti, Fornaroli, Rosselli<\/strong>. Viene elaborata la teoria della &#8221;forma finita&#8221; che coinvolger\u00e0 d&#8217;ora in poi tutti i livelli della progettazione delle opere pontiane: dagli arredi, con l&#8217;ideazione delle &#8220;pareti organizzate&#8221; alle grandi architetture, di cui la forma &#8220;a diamante&#8221; \u00e8 il codice.<\/p>\n<p>Risale al 1956 il <strong>Grattacielo Pirelli<\/strong> a Milano. L&#8217;anno successivo pubblica <em>Amate<\/em> <em>l&#8217;architettura<\/em>, pensato per essere una \u00abpiccola architettura da tasca\u00bb e dove confluiscono in forma aforistica i risultati delle sue esperienze nel suo studio, nei cantieri, nelle redazioni delle sue riviste, in giro per le citt\u00e0 italiane e di tutto il mondo. Contemporaneamente progetta la casa al <strong>civico 49 di Via Dezza<\/strong>, dove risieder\u00e0 per il resto della vita.<\/p>\n<p>In questo stesso periodo e dopo aver incontrato l&#8217;impresario <strong><a href=\"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/i-protagonisti-della-storia-delliic\/carlo-maurilio-lerici\/\">Carlo Maurilio Lerici<\/a><\/strong> a Stoccolma, Ponti lavora alla nuova sede dell&#8217;<strong>Istituto Italiano di Cultura<\/strong>, successivamente inaugurata nel 1958. L&#8217;Istituto costituisce oggi uno dei pochi esempi completi del design e del linguaggio architettonico pontiano. La firma di Ponti \u00e8 infatti impressa non soltanto sull&#8217;affusolatissimo edificio principale e sull&#8217;annesso Auditorium a diamante, ma anche sull&#8217;arredo, dalle sedie Leggere e Superleggere ai tavoli, dai divani alle poltrone, dalla parete attrezzata ai cruscotti, dalle maniglie delle porte ai quadri luminosi.<\/p>\n<p>Ancora attivo alla veneranda et\u00e0 di ottant&#8217;anni, Ponti realizza opere memorabili quali la Concattedrale di Taranto (1970) ed il Denver Art Museum. Morir\u00e0 il 16 settembre 1979, dopo una lunghissima e floridissima carriera.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gioponti.org\/\">Gio Ponti Archives<\/a>, ospitata nell&#8217;edificio che \u00e8 stato lo studio e la dimora di Ponti e gestita dal nipote <strong>Salvatore Licitra<\/strong>, \u00e8 una banca dati che raccoglie materiali fotografici provenienti dallo studio dell&#8217;architetto milanese nonch\u00e9 dal suo epistolario, composto da quasi centomila lettere scritte e ricevute tra il 1923 e il 1979. Una sezione \u00e8 dedicata anche al <a href=\"https:\/\/store.gioponti.org\/\">negozio virtuale ufficiale<\/a>, dove si possono acquistare mobili, lampade, ceramiche e tessuti, pezzi iconici del design moderno dal valore inestimabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gio Ponti a Stoccolma (Archivio fotografico dell&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma) Gio Ponti (Milano 1891 &#8211; Milano 1979) \u00e8 stato un grande architetto e primo Maestro del design italiano. Gi\u00e0 nel 1923 nasce con lui il ruolo di art director, ovvero del progettista e creativo, dotato di tale cultura e sensibilit\u00e0 da poter svolgere [&hellip;]","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"parent":28585,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-30466","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30466"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48705,"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/30466\/revisions\/48705"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/28585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iicstoccolma.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}