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Ecologie coloniali fasciste. Per una storia ambientale della Libia fascista (1922-1943)

Data:

11/03/2020


Ecologie coloniali fasciste. Per una storia ambientale della Libia fascista (1922-1943)

Nell'ambito di "ResearchNet", ciclo di incontri dedicati ai ricercatori italiani presenti e attivi sul territorio svedese, la storica ambientale Roberta Biasillo presenta "Ecologie coloniali fasciste. Per una storia ambientale della Libia fascista (1922-1943)". 

Che cosa gli elementi ecologici possono dirci sul passato di un luogo? Quali nuove prospettive di ricerca il deserto, le oasi e le piante possono aprire sulla ricostruzione del passato coloniale della Libia durante il regime fascista tra il 1922 e il 1943? Questo seminario ha l'obiettivo di mostrare, da un lato, la costruzione di un ambiente libico fascista e, dall'altro, la costituzione ecologica del fascimo. In una espressione, Roberta Biasillo leggerà il colonialiamo fascista come una ecologia.

I piani fascisti di colonizzazione in Libia si fondarono essenzialmente sulla bonifica agricola e modificarono radicalmente la natura e la società indigena. Per analizzare tale trasformazione, questa ricerca utilizza come chiavi interpretative alcuni attori ecologici – suolo e piante italo-libichi – e analizza i diversi, e in alcuni casi contraddittori, modelli di conduzione agricola messi in atto.

Parallelamente, il fascismo venne a sua volta modificato dai suoi stessi sogni di una colonia fertile e produttiva in un ambiente estremamente ostile allo sviluppo agricolo che il fascismo perseguiva. Il fascismo concentrò, anche sulla base delle condizioni ambientali delle colonie, molte risorse sulla ricerca scientifica e l´innovazione tecnologica e modificó le sue dinamiche di inclusione/esclusione sociale.

Questo seminario racconterà la parabola coloniale del fascismo in Libia, e la sua memoria in età Repubblicana guardando allo "sviluppo" agricolo della Libia.

 

Roberta Biasillo è una storica ambientale con un il dottorato di ricerca in Storia dell'Europa Moderna e Contemporanea presso l'Università degli Studi di Bari (Italia). Lavora presso il KTH (Royal Institute of Technology) Environmental Humanities Laboratory di Stoccolma (Svezia) ed é parte del progetto FORMAS (Swedish Research Council for Sustainable Development) su cambiamento climatico e movimenti sociali in contesti urbani. Nel 2017-2018 è stata ricercatrice presso il Rachel Carson Center di Monaco (Germania), dove ha iniziato a lavorare a un progetto sulla storia ambientale del colonialismo italiano. I suoi ambiti disciplinari coprono l'ecologia politica, le environmental humanities; tra i suoi interessi di ricerca ci sono le forme di proprietá, le questioni territoriali e forestali, i disastri “naturali” e i processi di modernizzazione e nazionalizzazione. È membro della European Society for Environmental History (ESEH) e fa parte della redazione di Historia Magistra. Rivista di Storia Critica.

 

Lingua: Inglese

Informazioni

Data: Mer 11 Mar 2020

Orario: Dalle 18:00 alle 19:30

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura Stoccolma

In collaborazione con : Folkuniversitet

Ingresso : Libero


Luogo:

Italian Cultural Institute, Gärdesgatan 14

1221